Un Super Eroe e il suo Cane: le tradizioni raccontate ai bambini

Cari viaggiatori,

Oggi 16 Agosto si commemora San Rocco, che è anche uno dei Santi Patroni di Toritto, il mio paese.

Ma non è tempo di parlarvi delle feste e delle tradizioni che si organizzano a Toritto in occasione della Festa Patronale, avremo modo di parlarne, e anzi, vi annuncio che ci sarà una novità importante proprio su questi argomenti B-).

Mi hanno chiesto di raccontare la storia di questo Santo tanto amato in Italia e nel mondo, e io ho pensato di raccontare la sua storia come se fosse quella di un super eroe, un novello Robin Hood che combatteva chiedendo a Dio di liberare gli uomini dalla piaga della peste.

E allora chiamate i vostri bambini perché questa favola è per loro, e buona lettura!

“C’era una volta un giovane ragazzo nato a Montpellier, in Francia. Si chiamava Rocco. Un giorno decise di partire in pellegrinaggio per Roma e dopo aver donato tutto ai poveri (proprio come Robin Hood :D), partì senza armi, come facevano tutti i pellegrini come lui.

Viaggiò senza soste per ben due anni e conobbe tanta gente, fin quando non arrivò ad Acquapendente, dove divampava un’epidemia di peste, una brutta malattia. Rocco decise di fermarsi per prestare le sue cure agli ammalati. Il brutto morbo sparì e Rocco decise di trasferirsi a Roma. Qui incontró un vescovo ammalato di peste, lo guarì prodigiosamente e questi, riconoscente, lo presentó al papa, guidandolo per la Roma cristiana del tempo. Cose fantastiche lo aspettavano a Roma: chiese, catacombe, tombe dei martiri, dei santi e dei papi. 

Rocco si fermó a Roma per parecchio tempo, poi riprese la via del ritorno per Rimini e Piacenza, dove si ammaló di peste e si rifugió nella campagna per non essere di peso a nessuno.

Qui, secondo la leggenda, entra in scena il Little John della storia, l’aiutante del nostro eroe, un piccolo cane, che si preoccupò di portare cibo ed acqua al suo amico Rocco, e si prese cura di lui, finché guarì.

Anche il proprietario del cane, il patrizio Gottardo Pallastrelli, seguì l’animale e dopo essere diventato amico del Santo,  si convertì per il suo esempio.

Il Santo riprese il viaggio, ma dei cattivi lo arrestarono ad Angera, nei pressi del lago Maggiore, perché ritenuto una spia. Rimase in carcere cinque anni e lì, purtroppo, morì.

Da allora si narra che il nostro Eroe abbia compiuto molti miracoli e guarigioni, comparendo sempre in compagnia del suo fedele amico a quattro zampe.”

Allora, vi è piaciuta questa storia?

Magari stasera leggetela ai vostri bambini e fate capire loro che eroe può essere chiunque, anche un semplice pellegrino.

Possiamo essere eroi tutti noi. Magari con l’aiuto di qualche Santo.

A presto.

La Rondine

 

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6 pensieri su “Un Super Eroe e il suo Cane: le tradizioni raccontate ai bambini

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