Milano essenziale: due giorni ai piedi della Madunina – Il Lupo e la Rondine

Cari amici viaggiatori,

in questo autunno sembra davvero che io non voglia assolutamente fermarmi e, infatti, sono appena tornata da un weekend a Milano, la città più dinamica d’Italia.

Come per Roma, che ho visitato a Luglio in soli due giorni, voglio raccontarvi cosa non dovete assolutamente perdere in un weekend a Milano: insomma, una guida essenziale della città!

Questa volta siamo partiti in 5 alla volta della capitale della moda. Sveglia presto e volo da Bari alle 06.55, atterrato puntualissimo a Bergamo Orio al Serio.

Arrivo in stazione Centrale a Milano alle 10.00 circa, colazione e subito in hotel a lasciare i bagagli.

Abbiamo soggiornato nella carinissima Maison del Capestrano, in un monolocale ben arredato con mobili minimal, ma molto raffinati e dotato di tutti i comfort. In centro si arriva a bordo del tram 24, che fa capolinea proprio nei pressi del Duomo. Insomma, è anche ben collegato.

Verso mezzogiorno abbiamo iniziato il nostro giro a Milano. Avevo visitato la città già due volte, in occasione di due concerti, entrambi al Forum di Assago. La prima volta nel 2014, per il concerto di Michael Bublè e la seconda nel 2016 per il concerto di Ellie Goulding. Quindi avevo già visitato le attrazioni più importanti.

Ricordo il Museo della Scienza e della Tecnologia e il Cenacolo Vinciano in Santa Maria delle Grazie, assolutamente da vedere.

Questa volta volevo visitare qualcosa di nuovo, ma quando si ha poco tempo a disposizione occorre fare delle scelte.

Così, siamo partiti dal Giardino della Guastalla, un grazioso giardino pubblico voluto da Paola Ludovica Torello, Contessa di Guastalla, nel 1555.

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Attraversando Via Sforza e poi Via Laghetto, siamo giunti alla macabra chiesa di San Bernardino alle Ossa: perchè macabra?

Beh, all’interno contiene una cappella interamente ricoperta di ossa risalenti al XIII secolo. Non proprio un bello spettacolo, ma di grande effetto.

Appena usciti, sulla sinistra, campeggia la Chiesa di Santo Stefano: imponente, ma poco curata. Le volte, decorate molto finemente, risentono dei segni del tempo. Un vero peccato.

Caffè veloce e subito Piazza Duomo: sicuramente una delle piazze più belle al mondo. Il Duomo lascia sempre senza fiato; le guglie si innalzano come urla al cielo e la Madunina, simbolo della città, cattura l’attenzione da ogni angolazione.

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Immancabile la passeggiata nella Galleria Vittorio Emanuele II: qui la moda diventa arte. Le vetrine delle più grandi firme italiane sono veri e propri piccoli musei dello stile. Peccato che siano inaccessibili, però sognare non costa niente, per fortuna.

Il Teatro alla Scala è un altro simbolo della città, anche se di quella zona io amo la strada ottocentesca dove passano i tram più antichi. Mi è molto facile immaginare la dinamicità della città nel XIX secolo, sicuramente non molto diversa da oggi.

Sosta cioccolata calda, per ristorarci dal freddo a cui non eravamo affatto preparati e subito in cammino.

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Ci facciamo ancora del male (figurativo) attraversando Via Montenapoleone: un concessionario di Ferrari e Maserati, non una strada!

La notte e la nebbia hanno preso il sopravvento e per noi è giunto il momento di recarci a Palazzo Reale dove ci attende il vero motivo che mi ha portato a Milano: la mostra Dentro Caravaggio. Ve ne parlerò in un altro post, perchè un’esperienza del genere merita di essere raccontata nei minimi dettagli.

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Vi anticipo solo che sono tornata in hotel ancora più innamorata del mio artista preferito.

Pizza e subito a letto. La prima giornata a Milano si è conclusa.

Giorno 2: partiamo da Viale Washington, zona Metro Wagner. Questa zona di Milano mi ha ricordato Parigi, con i suoi mille bar, i viali alberati, il silenzio delle prime ore del mattino.

Subito dopo siamo andati in zona Navigli: la parte di Milano che preferisco in assoluto. Sono un’ amante dei corsi d’acqua nel bel mezzo delle città, e la costruzione dei Navigli è stata un vero e proprio guizzo di genio. Abbiamo attraversato il Vicolo dei Lavandai, che prende il nome proprio dall’attività che si svolgeva in questo piccolo braccio del Naviglio Grande.

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Percorriamo Corso Porta Ticinese per giungere alle Colonne di San Lorenzo e all’annessa Basilica Costantiniana: a pianta centrale, le dimensioni notevoli sono smorzate dall’armonia delle absidi che si alternano. Di grande effetto il bellissimo altare barocco che campeggia sul presbiterio. Non ci ero mai stata, ma ci tornerei volentieri.

L’itinerario a piedi ci porta alla Basilica di Sant’Ambrogio, dedicata al patrono della città, di cui si conservano le spoglie nella cripta. Esempio eccelso del romanico lombardo, la Basilica di Sant’Ambrogio conserva un’aurea mistica che la rende il luogo ideale per l’incontro con Dio.

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Ultima tappa: il Castello Sforzesco, il simbolo del potere politico della grande Milano, luogo di grandi dibattiti e sede d’incontro per numerosi artisti, ospitati dai potenti Sforza. Ci sono entrata nel 2016 ed è assolutamente da visitare: le collezioni che ospita sono di alto livello e raccontano la storia di una città che ha sempre avuto un peso fondamentale nelle dinamiche della vita italiana.

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Nel pomeriggio ci siamo concessi un piccolo peccato di gola al Bar Virgilio, in Piazza Virgilio, nei pressi del Castello. Ho mangiato una buonissima cheesecake.

Abbiamo salutato Milano e siamo rientrati in autobus.

Milano è una città particolare, ha una eleganza innata e pregna di animo europeo. Due giorni non sono affatto sufficienti per capirla a fondo. Per apprezzarne le mille sfaccettature non basterebbe una vita intera.

Però questo weekend mi è servito ad una cosa in particolare: non amavo Milano, ma ho dovuto rivalutarla. Bisogna viverla, per comprenderla.

Capisco perchè è in cima alla lista delle città italiane più desiderate dai turisti esteri: qui c’è arte, ordine, dinamicità, modernità e bellezza. C’è turismo, quello fatto bene, e culto dell’accoglienza.

Sicuramente i miei viaggi mi porteranno di nuovo a Milano e finalmente potrò guardarla con occhi diversi e più consapevoli.

La Rondine

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