Budapest e Szentendre – Itinerario di 5 giorni in Ungheria – Il Lupo e la Rondine

Cari amici viaggiatori,
Sono passate giá due settimane dal mio ultimo viaggio a Budapest ed il tempo è volato cosí in fretta che non mi sono nemmeno accorta di non avervi raccontato nulla.

Chiedo venia e cerco di rimediare oggi, in un freddo e piovoso pomeriggio di dicembre.

Chi ha seguito la pagina ha già capito quanto questa città sul Danubio mi abbia fatto innamorare.
La verde Ungheria, tanto cara alla principessa Sissi, ci ha accolti rivestita di giallo e rosso intenso, colori di un Autunno a tratti magico e surreale.

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Budapest è una città che si visita tranquillamente a piedi. L’aeroporto è poco distante dal centro, al quale è collegato con un efficace sistema di autobus elettrici.

Il Fiume Blu – ed è incredibile il colore blu dell’acqua con i riflessi del sole di novembre – divide la cittá in due parti: Buda, la parte antica e Pest, il  centro moderno.

Ho avuto la fortuna di passeggiare per le colline di Buda al tramonto, quando un delicato colore rosa inonda la cittá. Per visitare Buda in breve tempo vi  consiglio un simpatico tuk tuk che parte da piedi della collina e ferma in tutti i punti di maggiore interesse del distretto di Buda. Se siete più fortunati di noi potete  prendere la funicolare che porta direttamente al Castello di Buda.
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La chiesa di Mattia mi ha letteralmente folgorata: un  bianco brillante avvolge le guglie gotiche della Chiesa , interrotto soltanto dalla policromia dei tetti. All’interno non troverete un solo spazio che non sia affrescato. Un oro intenso rende calda l’atmosfera, resa cosí preziosa per mettere a proprio agio i re che qui sono stati incoronati.
La chiesa è dedicata a Santa Maria Assunta, ma tutti la ricordano con il nome del re che ne ha promosso la costruzione, il re Mattia, appunto.

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Soffermatevi a contemplare il vuoto antistante la Torre di Buda. La c’era una chiesa e oggi ne resta solo il perimetro. Ci racconta la storia di una ferita ancora aperta, quella della Seconda Guerra Mondiale, che ha distrutto parte della città e parte della sua grande storia.

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Nei pressi del Castello di Buda mi sono concessa la prima sosta gastronomica per assaggiare la famosa torta Dobos, la preferita di Sissi. È buonissima!

In serata cena da Antré, ristorante che propone piatti della tradizione in chiave moderna. E qui mi sono fatta tentare dal Goulash, zuppa di carne tipica ungherese. Un po’ troppo speziata per i miei gusti, ma dalla terra della paprika cosa possiamo aspettarci?
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Giorno 2: Basilica di Santo Stefano e salita alla Cupola, con vista mozzafiato sulla città e nel pomeriggio visita guida al parlamento di Budapest. Siamo nella zona di Pest e il Parlamento è stato ciò che più ho amato della capitale. Le dimensioni stratosferiche sono addolcite dell’armonia dei colori che decorano l’esterno. All’interno, lo sfarzo barocco delle pareti non stanca, ma crea un equilibrio che difficilmente riesco a leggere sui muri decorati secondo questo stile.
Io ho prenotato la  visita guidata direttamente dal sito del parlamento. Qui il link. Vi consiglio di prenotare con largo anticipo perché c’è sempre grande affluenza.

In serata ci siamo concessi una cena informale in un tipico pub ungherese, lo Slang Pub, con tanto di partita della nazionale.

Giorno 3: Le terme di Szecheny, le più famose di Budapest. Noi abbiamo scelto di acquistare un biglietto salta la fila con Musement, e abbiamo fatto bene. Siamo entrati senza dover aspettare e avevamo delle deliziose cabine private. Le terme sono uno spettacolo! Nonostante il freddo novembrino, stare a mollo nella calda acqua delle piscine all’aperto ha giovato corpo e anima. Non volevamo uscire più. Assolutamente consigliate per un giorno di relax.

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In serata, una romantica crociera sul Danubio ci ha mostrato una città che alla luce della sera è senza dubbio la più bella capitale europea che io abbia mai visto. Il colore caldo delle lampade, non sostituite con il freddo bianco led, caratterizza un centro storico che sembra ferma al 1800. Amo le città che riportano indietro nel tempo. Ho immaginato carrozze trainate da cavalli passeggiare sulla riva del fiume, mentre il nostro battello si muoveva lento al di sotto dei ponti in ferro che uniscono Buda a Pest. Tra questi occorre menzionare il Ponte delle Catene. Non so descrivere la sua eleganza, non basterebbero milioni di parole. La crociera è stata un’attività di GetYourGuide.

Giorno n. 4: Szentendre, o Sant’Andrea – in italiano. Abbiamo trovato questo paesino digitando su google cosa vedere a pochi chilometri da Budapest, e ce ne siamo innamorati. Durante i miei viaggi amo scoprire mete un po’ meno turistiche – vi ricordate Kortrjk? – magari da raggiunger con i mezzi pubblici, così da entrare nella routine di un luogo e farla propria.

Szentendre è un borghetto super colorato su una delle anse del Danubio, dove c’è un museo del marzapane, un museo del Natale e uno del vino. Insomma, il paradiso. Si gira tranquillamente in poche ore e vi racconta di un’Ungheria semplice, artigiana.

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Tornati a Budapest abbiamo trascorso l’ultima serata in giro per mercatini natalizi e vie dello shopping pronte per le festività. Cena a 5 stelle da Es bisztrò, ristorante non molto economico, ma dove ho assaggiato il miglior cibo ungherese della settimana. Ottimo per consumare gli ultimi fiorini ungheresi prima della partenza.
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Questo viaggio di Novembre mi ha regalato una città particolare e una nazione che, fiera del suo passato glorioso, conserva con orgoglio anche le ferite della guerra e della dominazione.

Budapest non è una città divisa dal fiume, ma una città in cui questo fiume scorre unendo le facce della stessa medaglia.

Mi specchierà ancora nelle acque del Danubio, magari a Vienna, ma prima di pensare all’Europa, altri due fiumi italiani mi attendono tra giovedì e venerdì. L’Arno e il Tevere, e già bastano questi due nomi come indizi!

Intanto sulla mia bucket list inserisco: visitare il più gran numero possibile di città bagnate da fiumi, sono in assoluto le mie preferite!

A presto

La Rondine

 

 

 

 

 

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